“Nove mesi nella pancia, nove mesi sulla pancia”

“Nove mesi nella pancia, nove mesi sulla pancia”, cosa vuol dire? Parliamo dei processi di endogestazione, il periodo in cui il bimbo cresce all’interno dell’utero materno, e di esogestazione, periodo immediatamente successivo al parto in cui cresce all’esterno: entrambi durano all’incirca nove mesi ciascuno.

Il cucciolo d’uomo infatti alla sua nascita è un essere immaturo e non in grado di sopravvivere in autonomia, come invece avviene per i neonati di altre specie mammifere. Il bambino ricerca tutta quella serie di sensazioni e rassicurazioni a cui è abituato dalla vita intrauterina appena terminata ed inizia a sperimentare tutta una serie di cambiamenti organici, motori, sensoriali che lo portano ad adattarsi sempre di più alla vita al di fuori della protezione dell’utero materno.

Nei nove mesi di esogestazione il bisogno di contatto e di vicinanza è fondamentale: il cucciolo d’uomo ha bisogno di ricreare all’esterno come un nuovo utero, che dia protezione, nutrimento, tenerezza, movimento.

Attraverso il calore del corpo della madre e del padre e il rumore ritmico del loro cuore, il bambino può sperimentare nuovamente quella sicurezza che provava nella vita intrauterina e porre le basi per un rapporto di fiducia duraturo nel tempo e che gli consenta di costruire e sperimentare poi la propria autonomia.
Ogni neonato che viene al mondo chiede soltanto amore e risposte ai propri bisogni, che comunica come può. Durante l’esogestazione il bisogno di contatto è pari a quello di nutrimento. Mamma e papà impareranno ad interpretare i suoi bisogni con un’ attenta osservazione, attraverso l’amore che li muove e grazie alle loro naturali competenze.

Il prezioso supporto di professionisti del settore può aiutare i neogenitori in un percorso che nasce “nella pancia” e prosegue “sulla pancia”.

Leave a Reply

Your email address will not be published.Required fields are marked *